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Un'esortazione del Pastore D.T. Rennie - Novembre 1961

Il cammino dello sviluppo scientifico e tecnico ha assunto un tono così spedito da non poter essere più arrestato se non per intervento divino. Prima di confondere le lingue a Babele, Dio disse in merito ai figliuoli degli uomini: "Questo è il principio del loro lavoro; ora nulla li impedirà di condurre a termine ciò che disegnano di fare" (Genesi 11:6). Così la marcia del progresso proseguì ininterrottamente e da quel giorno le invenzioni si sono susseguite con ritmo continuo e sempre più accelerato. Nel corso del nostro tempo è comparsa prima la "radio", la possibilità, cioè, di ascoltare da lontano, e poi è comparsa la "televisione", cioè la possibilità di trasmettere e proiettare immagini di persone isolate e di gruppi, anche in movimento. La radio e la televisione sono comparse e sono comparse per rimanere! In questi ultimi tempi, però, l'immagine in combinazione con il suono, cioè la televisione, rimpiazza in potenza e in popolarità la stessa radio. Non possiamo portare indietro il nostro orologio e non possiamo ritornare ai tempi in cui queste invenzioni non esistevano.

Al suo primo apparire la radio fu molto boicottata. Le voci più responsabili delle Comunità Apostoliche, Pentecostali e di altri organismi fondamentalisti ed evangelici, esortavano con molto calore a non istallare tali apparecchi nelle case cristiane, perché gli effetti che i programmi radio avrebbero prodotto sarebbero stati molto lesivi per la vita spirituale e morale dei Credenti. Certo i loro timori non erano infondati perché i pericoli esistevano realmente come tuttora esistono ancora; tuttavia, però, col passar degli anni la cosa è stata vista più benevolmente ed alla radio è ormai riconosciuto un posto in ogni famiglia. Oggi sono rari coloro che restano turbati nel vedere un apparecchio radio in una casa cristiana. Si presume sempre un saggio controllo nell'uso dell'apparecchio.

In questi ultimissimi anni è comparsa la televisione e desiderarne la scomparsa potrebbe apparire saggio, ma non si può negare che chi accarezza un tale pensiero ha gli occhi chiusi alle realtà della vita. Bisogna capire che una cosa è prendere atto di una invenzione in sé, e altra cosa è il diventarne schiavi.

Come per altre invenzioni, anche per la televisione si deve dire che in se stessa non è né cattiva né buona; può diventare uno strumento del bene, come uno strumento del male. Si sa che il mezzo migliore per attirare la personalità umana è L'IMMAGINE e tra i diversi mezzi esistenti per la trasmissione dell'immagine, la televisione occupa senz'altro il primo posto. La sua attrazione molto seducente rappresenta una tentazione veramente sottile e quasi impossibile a resistere, se si pensa che azionando una semplice piccola manopola si possono vedere immagini e ascoltare suoni contemporaneamente, immagini e suoni che possono anche educare, interessare e possono essere ascoltati nella confortevole intimità della famiglia. Commercialmente si sa che il mercato offre ciò che è particolarmente richiesto dalla maggioranza, cioè, in un certo senso l'offerta è condizionata dalla domanda. Purtroppo i credenti rappresentano una minoranza quale "piccolo gregge" e non possono in alcun modo influenzare le decisioni in merito ai programmi. Dobbiamo constatare, purtroppo, che fino ad oggi i programmi televisivi presentano ai telespettatori ciò che la Bibbia chiama "concupiscenza della carne, concupiscenza degli occhi ed orgoglio della vita". Sono programmi che riescono a soddisfare i mondani, ma distruggono o perlomeno depauperano i credenti di quei desideri spirituali propri della nuova natura in Cristo. È triste trovare figliuoli di Dio in cui è presente più una conoscenza delle popolari stelle del cinema ed idoli vari dello schermo che non una conoscenza di Dio e delle cose che Gli ineriscono.

Nella considerazione dei più qualificati a giudicare, la delinquenza giovanile deve attribuirsi in buona parte all'influenza che viene ad esercitare su loro dalla televisione con i suoi programmi sempre ricchi di scene di violenza, di corruzione e di peccato. Tutto ciò è incoraggiato dal nemico, che ne approfitta per dar vita ad insane passioni dell'animo dei giovani. Di fronte a programmi televisivi così negativi la coscienza non può non intorpidirsi e la volontà al bene operare non può non indebolirsi. A questo punto più che di delinquenza giovanile, bisognerebbe parlare di delinquenza parentale, in quanto il padre e la madre devono assumersi la responsabilità della scelta del programma e non i figliuoli adolescenti ancora privi di capacità discretive. La loro giovane mente, plastica e facilmente impressionabile, facilmente si accende di fronte alle gesta degli eroi della televisione. Il carattere dei giovani, proprio perché giovani, si trova nella fase evolutiva più delicata e proprio in quegli anni si decidono i loro destini, per il tempo e l'eternità. È scritto: "Come uno pensa, così egli è nel suo cuore" (Proverbi 23:7). E si sa ormai che il pensiero dell'uomo è condizionato dall'ambiente oltre che da quanto vede e sente. Nelle nostre Scuole Domenicali si raccomanda ai bambini di stare attenti a ciò che si ascolta e da ciò che si vede. Tale esortazione è complementata da una buona educazione familiare? Cosa vien fatto vedere ai fanciulli? Non è vero che facilmente si induge quando non vogliono andare a letto a motivo di alcuni programmi televisivi? È ovvio che essi desiderano vedere ciò che particolarmente suscita il loro interesse. È compito dei genitori orientare l'interesse dei fanciulli verso ciò che è sano, verso ciò che possono vedere.

Qual è l'effetto dei programmi televisivi sugli adulti? La loro vita spirituale è da questi programmi rafforzata o indebolita? I loro desideri spirituali sono da essi risvegliati o affogati? Di solito chi possiede un apparecchio televisivo si premura a giustificarne la presenza e ad esaltarne l'utilità. Certamente nessuno può dire che tutti i programmi siano cattivi. Affermare una cosa del genere sarebbe falso. I notiziari illustrati sono senz'altro interessanti. Attraverso la televisione i programmi educativi ed istruttivi diventano più efficienti quanto ai benefici. Dio ha usato discorsi religiosi trasmessi, servizi religiosi messi in onda per la salvezza delle anime. Vi sono illimitate possibilità di buone cose, ma non bisogna sconvenire che vi sono anche impareggiabili motivi di tentazione, di seduzione e di corruzione. Se il Signore farà uso di tale invenzione, di certo purificata e santificata dai Suoi divini proponimenti, durante il Regno Millenniale, è una mera congettura, ma io credo che l'Anticristo si servirà senz'altro della televisione e dei suoi possibili derivati per esercitare un più deciso e più accurato controllo sulle masse. E senza dubbio Satana, sempre pronto ad afferrare ogni possibilità che gli si presenta, la sta usando oggi. Un giorno forse la si troverà già istallata nelle nostre case ed IL VEDERLA FORSE SARÀ UN OBBLIGO, ma oggi mentre siamo ancora liberi possiamo averla ed anche non averla. Si tratta di una decisione che tocca a te personalmente, o mio caro fratello e sorella in Cristo, dal momento che nessuno può dirti ciò che devi o non avere nella tua casa, o che devi o non devi occupare il tuo tempo libero. Come credenti Apostolici, redenti dal prezioso Sangue di Cristo, battezzati nello Spirito Santo, privilegiati di essere membri del Corpo di Cristo, la Chiesa, e come tali separati dal mondo, dobbiamo stare molto attenti. Noi riconosciamo la più alta autorità del Cristo della Chiesa e dobbiamo vivere come sotto il Suo onniveggente sguardo ben sapendo che la nostra vita deve piacere a noi ed essere di esempio agli altri. Più sicura la vita spirituale vostra e della vostra famiglia senza la televisione in casa.

Se avete deciso, però, di poter possedere un apparecchio televisivo nella sicurezza di non perdere niente quanto a santità, permettetevi di dirvi solo due parole. Ve lo dico nel nome del Signore: "NON VI LASCIATE POSSEDERE DALLA TELEVISIONE, NON VI LASCIATE DOMINARE!". La televisione è stata definita "un bravo servo" se vi rende un servizio; "un cattivo padrone" se vi lasciate rubare del tempo che voi sapete di poter spendere per scopi migliori e migliori finalità. In virtù di quanto è stato detto fin qui, il potere di selezionare i programmi è nelle vostre mani. Usate questa potenza che il nostro tempo ci ha messo nelle mani, molto attentamente ed in uno spirito di preghiera. Se realmente desideriamo anche noi ascoltare dalla bocca del Signore: "Ben fatto!", quando ci troveremo dinanzi al Suo tribunale dobbiamo oggi operare secondo la Sua volontà. Cosa può pensare il Signore di voi, quando vede i Suoi santuari disertati dalle congregazioni; quando si accorge che quelle voci che una volta erano ricolme di lode per Lui, ora sono mute dinanzi ad un apparecchio televisivo perchè si è presi ad ascoltare cose di dubbio gusto, quando non sono addirittura indegne? Cosa dirà il Signore quando vedrà che vite una volta tanto dedicate alla Sua volontà e consacrate sull'altare del Sacrificio ora sono impegnate nelle frivolezze di questo nostro tempo? È vergognoso vedere membri della Chiesa Apostolica astenersi dall'andare in Chiesa la domenica o nelle serate di Culto regolare, solo perché interessati a speciali trasmissioni televisive! Nessun tipo di distensione permette una sicura perdita spirituale, quanto quello che ci costringe a trascurare la Casa del Signore e la volontà del nostro Dio. Stiamo attenti al danno che il nemico può farci afferrando la nostra vita con questo sottile mezzo di adescamento. Senza dubbio un uso poco saggio, una visione indiscriminata dei programmi, un lasciarsi assorbire dalle trasmissioni e quindi ad esse dedicare tutto il nostro tempo e tutta la nostra attenzione è uno dei maggiori pericoli che la Chiesa deve affrontare in questi giorni. Possiamo, alla luce di Efesini 5:16, realizzare l'importanza del tempo ben speso: "Recuperando il tempo poiché i giorni sono malvagi" e lasciamo che la ispirata ingiunzione di Romani 12:9 regoli la nostra condotta come santi Apostolici: "aborrite il male, attenetevi fermamente al bene". Solo così potremo avere delle buone esperienze, meritare il beneplacito divino apportando prosperità spirituale all'interno delle nostre famiglie e promuovendo il soffio rivificatore di Dio in tutte le Chiese.


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