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È una vecchia domanda fatta nei giorni di Giobbe, e fatta anche oggi: "Ma l'uomo muore, e si fiacca, e quando l'uomo è trapassato, ov'è egli?" (Giobbe 14:10). Non tutti sanno rispondere soddisfacentemente, ma la Bibbia è sufficientemente chiara per coloro che la studiano con fede e con preghiera, anche sopra questo problema del destino finale degli uomini.
Innanzi tutto vi chiedo di ricordare che attraverso i tempi del Vecchio Testamento fino all'ascensione di Cristo, le anime degli uomini, alla morte del corpo, sono rappresentate come "scendendo giù nelle parti più basse della terra", fino al soggiorno del morti o "Sceòl" (luogo sotterraneo dove si raccoglievano le anime degli uomini dopo la morte). L'immortalità dell'anima è evidentemente supposta (Genesi 38:35). Questo era vero per i giusti come anche per i cattivi, perché TUTTI andavano allo stesso luogo in qualche parte sotto la terra.
Ma, dopo l'ascensione di Cristo, I BUONI o I GIUSTI non scendono più in "Sceòl" o in "Ades" (la parola ebraica e greca per lo stesso luogo), ma salgono in alto. Da quel glorioso avvenimento il loro posto è in qualche parte al di sopra della terra. Consideriamo, prima, i luoghi descritti nella Bibbia come "sotto la terra".
Nelle scritture ebraiche la parola "Sceòl" viene menzionata 65 volte ed è tradotta nelle nostre Bibbie come "il soggiorno dei morti; mentre la parola "Ades" (il suo equivalente nel greco) viene menzionata 11 volte nel Nuovo Testamento. È sempre il luogo dei morti e, mai, il posto dei demònî o spiriti maligni che non possono entrarvici. Vi erano DUE scompartimenti in Sceòl o Ades, divisi da un incolmabile vuoto, e sono nominati:
Evidentemente la "gran voragine" (Luca 16:26) non impediva a quelli nella grande "fiamma" del tormento di vedere coloro che erano in Paradiso o nel "seno di Abramo", ma NON POTEVANO PASSARE ne di là, né di qua. Bisogna anche ricordare che la storia del ricco e Lazzaro non è una parabola, ma un fatto storico: "Or v'era un uomo... e v'era un povero uomo chiamato Lazzaro" (Luca 16:19-20); Gesù conosceva personalmente i fatti, essendo il grande "IO SONO".
Questi scompartimenti non rappresentavano uno stato spirituale dopo la morte, ma un luogo di retribuzione. Quando l'anima lascia il corpo non va dappertutto, ma esiste in un luogo specifico (leggete Genesi 37:35; 1 Samuele 2:6; Isaia 38:10; Matteo 16:18), un luogo di riposo per i giusti, e di tormento per gli ingiusti. Naturalmente questo luogo sottoterra non ha nulla a che fare con l'eresia cattolica del Purgatorio. Il solo Purgatorio che il credente conosce è quello della vita presente mediante il Sangue prezioso di Cristo "che ci purifica da ogni peccato" (1 Giov.1:7). Non esiste fuoco nel Purgatorio immaginario del cattolico, né nell'inferno biblico che può purificarci dal peccato; solo il Sangue di Cristo può fare questo e soltanto in questa presente nostra vita. Una volta passato per la soglia della morte, non v'è una seconda opportunità per il peccatore. Credete ORA in Cristo e sarete salvati! Non indugiate oltre. Egli vi aspetta: venite a Lui e troverete riposo ora, e pace eterna in cielo, dopo.
Questo luogo di Sceòl o Ades non è definitivo, ma sarà gettato nel "Lago di Fuoco" alla fine, dopo il giudizio, insieme con tutti gli impenitenti peccatori e con tutti i demònî dell'inferno e degli angeli caduti (leggete Apocalisse 20:11-15). Questo è il vero Inferno, il Lago di Fuoco, la Geenna, la Morte Seconda.
Questo è il secondo luogo sotterraneo menzionato nella Bibbia e significa "pozzo senza fondo" (Apocalisse 9:11; 11:7; 17:8; 20:1-3), l'abisso insondabile. Né questo nome né il suo equivalente si trova nel Vecchio Testamento; si trova soltanto nel Nuovo dove viene menzionato 9 volte: 7 volte nell'Apocalisse, 1 volta nei Romani (cap.10) e 1 volta il Luca (8:31). Quest'ultimo riferimento, che narra come i demònî pregavano Gesù che comandasse loro di andar nell'Abisso, ci rivela che questo era la prigione non per gli angeli caduti, ma per i demònî stessi. Infatti leggiamo che il Potente Angelo (Cristo) al principio del regno millenniale, incatena Satana e lo getta nell'ABISSO dove resterà prigioniero per 1.000 anni. È chiaro che questo luogo è la prigione degli spiriti maligni, e non degli uomini peccatori. Notate la distinzione nell'Apocalisse: Satana viene gettato nell'ABISSO, ma l'Anticristo ed il Falso Profeta vengono gettati nel Lago di Fuoco per la durata del Millennio ed oltre (Apoc. 19:20; 20:1-3). Questo luogo è dunque esclusivamente per il Diavolo ed i suoi demònî e non i peccatori umani.
Alcuni fatti sembrano confermare che l'Abisso si trovi nel mare (Luca 8:31-33; Apoc. 11:7; 17:8; 18:1), ma questo non è senza difficoltà; però riteniamo che esso sia sotto terra, forse al centro dove arde un fuoco inestinguibile (Apoc. 9:1-11). Ponderate la frase: "il pozzo dell'abisso" (Apoc. 9:11).
La parola "Tartaro", tradotta nel Nuovo Testamento come "precipitare nel tartaro", è menzionata soltanto da Pietro ed una sola volta (2 Pietro 2:4) e si riferisce a quella specifica e particolare condanna e giudizio degli angeli che non serbarono la loro propria abitazione (vedete anche Giuda 6:7), "andando dietro ad altra carne". Fu un peccato tutto speciale e particolare, commesso da alcuni possenti angeli (i figliuoli di Dio di Genesi 6) e ripetuto varie volte attraverso la storia dell'umanità, quello di prendere in sposa delle "figliuole degli uomini" e riprodurre una progenie corrotta e diabolica.
Secondo la mitologia, "Tartaro" era la prigione dei Titani, ma la rivelazione biblica ci dà l'esatto significato di questo luogo misterioso come "antri tenebrosi" dove sono custoditi in catene di caligine "i Nefilim" o "i Giganti" o "gli angeli caduti". Una prigione speciale per un peccato speciale commesso da peccatori speciali.
Questo luogo non è Sceòl o Ades, né l'Abisso, né l'Inferno o Geenna o Lago di fuoco, ma un baratro sotterraneo per gli angeli caduti e non per i peccatori umani. Alcuni pensano che durante la Tribolazione, dopo il Rapimento della Chiesa e la speciale Resurrezione del Santi, questi terribili angeli saranno sciolti e liberati dalla loro prigione (Tartaro) per preparare l'umanità per la più spaventosa delle guerre, quella dell'Armaghedon (Apoc. 9:13-21). Non sappiamo veramente se questi angeli sono di quelli che furono inabissati nel tempo di Noè. Per questi, essere sciolti forse non sarà possibile, essendo il loro peccato tanto orribile. L'Abisso è la prigione dei demònî, ma Tartaro è la prigione degli angeli caduti.
Tutte queste espressioni vogliono dire la medesima cosa e cioè: il luogo spaventoso che - disse Gesù - è stato preparato per il Diavolo ed i suoi angeli. Nel Vecchio Testamento questo luogo è chiamato "Tofet" che significa tamburo, perché quando i figliuoli venivano sacrificati a Moloch ed arsi vivi, i loro genitori battevano sui tamburi per non sentire il loro grido di agonia. È il luogo di macello nella valle dei figliuoli di Hinnom (2 Re 23:10); il luogo fuori delle mura di Gerusalemme dove si gettavano le immondizie, le carogne degli animali, i cadaveri dei criminali e dei suicidi; il luogo dove ardeva continuamente un fuoco per consumare quelle cose e i miasmi.
Nel Nuovo Testamento questo luogo viene chiamato spesso da Gesù come la Geenna" e questo luogo corrisponde al "Lago di Fuoco" destino finale dei dannati (vedete 2 Cronache 33:6; Geremia 7:31; Matteo 5:29-30; Apoc. 20): luogo delle pene eterne. Spaventosa condanna! (Isaia 33:14). Però non è affatto necessario che alcuno vada in questo terribile luogo della morte seconda; Dio ha provveduto nel Suo amore e misericordia ad una via di scampo e di salvezza. Mediante il Dono ineffabile del Suo Unigenito Figliuolo, e mediante il Sacrificio del Suo Figliuolo sul Calvario, Egli ha procurato la redenzione ed offre piena salvezza dal peccato e da un inferno senza fine, a tutti quelli che Lo accetteranno per fede. Perciò, "come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?" (Ebrei 2:3). Se uno sarà gettato nel "Lago di Fuoco" sarà per sua propria scelta, perché il Vangelo offre a TUTTI la Vita Eterna, non la morte seconda, ed invita tutti a beneficiarne.
Vogliamo considerare ora ciò che la Bibbia ci insegna intorno al luogo di dimora dei giusti, morti nel tempo presente. Come abbiamo già detto, dopo l'ascensione gloriosa di Cristo, i credenti morendo non scendono più ma salgono in alto, esattamente come Gesù all'atto della Sua ascesa: "Il Signore... fu accolto nel cielo, e sedette alla destra di Dio" (Marco 16:19). Certamente la morte del credente non è una ascensione corporale, ma spirituale e personale.. Anche Paolo conferma questo quando dice: "ho il desiderio di partire da quest'albergo, e di essere con Cristo; il che mi sarebbe di gran lunga migliore" (Filippesi 1:23); era fiducioso che alla sua morte il suo spirito sarebbe asceso là dove Cristo siede alla destra di Dio. Poi, parlando di se stesso con apostolica modestia, dice: "io conosco un uomo in Cristo... che fu rapito fino al TERZO CIELO... in PARADISO, e udì parole ineffabili, le quali non è lecito ad uomo alcuno di proferire" (2 Corinzi 11:1-4).
Se vi è un "TERZO" cielo, ci devono essere anche il "PRIMO" ed il "SECONDO" cielo e ciò è perfettamente in linea con la Sacra Scrittura. I Giudei, ed anche molti altri, parlavano di "sette cieli", ma questo non è esatto, poiché solamente TRE cieli sono rivelati dalla Bibbia: quello Atmosferico (dimora degli spiriti maligni), quello Stellare (dimora degli Angeli) e quello Supremo, il cielo dei cieli (dimora di Dio).
Il cielo ATMOSFERICO - La Bibbia parla degli uccelli del cielo, delle nuvole e delle piogge del cielo. Gli uccelli volano e le nuvole fluttuano nell'atmosfera della terra che si estende a poca distanza al di sopra della superficie d'essa. Questo, dunque, è IL PRIMO CIELO. Qui, Satana ha stabilito il suo centro di operazioni, usando anche gli elementi per i suoi loschi fini (Giobbe 1:16-19; Matteo 8:23-27; Efesini 2:2) ed indubbiamente questa è la ragione per cui l'opera del secondo giorno non fu pronunziata "buona" (Genesi 1:6-8).
Il cielo ASTRONOMICO o stellare - Qui furono posti il sole, la luna e le stelle (abbracciando naturalmente anche i pianeti) e nei Libri di Daniele e dell'Apocalisse si trovano alcuni accenni che indicano questo cielo come la dimora degli Angeli. Questo cielo è ineffabilmente vasto (come conferma la scienza) e contiene stelle e pianeti senza numero.
Il cielo PARADISIACO o "Terzo", il Cielo dei Cieli - Questo è dove abita Dio, infinitamente al di sopra del cielo delle stelle, del sole e della luna. È chiamato "Paradiso" e "Terzo Cielo", il luogo ove l'Apostolo Paolo fu rapito e dove udì parole ineffabili. È qui dove Gesù si è posto a sedere, alla destra di Dio nei luoghi altissimi ed è qui dove i veri credenti vanno dopo la morte; infatti Gesù disse: "affinché dove son Io siate anche voi" (Giov. 14:1-3). Il Paradiso non è più giù sotto la terra nell'Ades, ma nell'immediata presenza di Dio nel cielo dei cieli.
Abbiamo già visto che questo grande cambiamento avvenne alla resurrezione ed ascensione di Cristo, come anche Paolo ci rivela: "Salito in alto, Egli ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni agli uomini" (Efesini 4:8-10). Quando Gesù morì sulla croce, il Suo CORPO fu deposto nella tomba, il Suo SPIRITO fu rimesso nelle mani di Dio Padre (Luca 23:46) e nella Sua ANIMA Egli scese nell'Ades, tolse le chiavi della Morte e dell'Ades al Principe della morte, a Satana stesso e liberò coloro che erano prigionieri della morte (1 Pietro 3:19; Ebrei 2:14-15; Apoc. 1:18).
Quando Gesù morì sulla croce, come tutti gli altri, Egli scese nella Sua anima fino all'Ades, dove i giusti morti erano trattenuti come prigionieri - di speranza, però (Zaccaria 9:12) - in Paradiso. Ecco perché Egli promise al ladrone penitente: "Oggi tu sarai meco in Paradiso" (Luca 23:43). Che Gesù sia sceso fino all'Ades quando il Suo corpo giacque nella tomba viene confermato da Pietro nel suo grande sermone predicato nel giorno della Pentecoste quando disse che Davide, antevedendola, parlò della resurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell'Ades, e che la Sua carne non avrebbe veduto la corruzione (Atti 2:27-31).
È chiaro, dunque, che il luogo dove restò l'Anima di Cristo, nel tempo tra la Sua morte e la Sua resurrezione, non fu nel cielo (di sopra), ma nell'Ades (di sotto). La promessa data tramite il Profeta Osea: "Io li riscatterei dal potere del soggiorno dei morti" (Osea 13:14), fu adempiuta quando Cristo scese nell'Ades per liberare i prigionieri della speranza per portarli lassù nella presenza di Dio, nel Paradiso, non più terrestre, né sotterraneo, ma celeste per luogo e per carattere. "Salito in alto, Egli ha menato in cattività un gran numero di prigionieri ed ha fatto dei doni agli uomini. Or questo è salito che cosa vuol dire se non che Egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa" (Efesini 4:8-10).
L'Apostolo Paolo ci rivela anche la sua propria esperienza circa il luogo del novello Paradiso: "un uomo in Cristo (parlando di se stesso), fu rapito fino AL TERZO CIELO... fu rapito IN PARADISO" (2 Corinzi 12:1-4). Ora, per il vero credente, la morte non è più una discesa nell'Ades, ma una ascesa in cielo "assente dal corpo, presente col Signore".
L'ascensione di Cristo non ha portato nessun cambiamento nello stato e nella condizione dei morti impenitenti nell'Ades, ma per tutti coloro che Lo hanno accettato come il loro Salvatore personale e per tutti coloro che precedentemente erano morti nella fede e nella grazia di Dio, il cambiamento è stato indescrivibilmente glorioso. Pensate a quella moltitudine di prigionieri che Cristo portò con Sé in Paradiso quando risuscitò dalla morte! Tutti i Santi, da Adamo fino al ladrone penitente, tutti, milioni e milioni, condotti trionfalmente da Cristo fino al "terzo cielo", fino al "Paradiso" celeste! Che vittoria sulla morte e sul principe della morte, Satana! Ecco perché Gesù affermò che "le porte dell'Ades non potranno vincere la Chiesa" (Matteo 16:18), e che cioè neppure un solo membro della Chiesa dovrà più entrare nell'Ades, ma andrà immediatamente alla presenza di Dio in cielo, quando il corpo sarà disciolto nella morte. Niente paura, dunque!
"O morte, dov'è la tua vittoria?
O morte dov'è il tuo dardo?
Ringraziato sia Iddio, che ci dà la vittoria,
per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo.
Perciò, fratelli miei diletti,
siate saldi, incrollabili, abbondanti sempre nell'0pera del Signore,
sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore"
(1 Corinzi 15:54-58)
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