La Santa Cena è nutrimento della Fede

La Santa Cena

LA SANTA CENA DEL SIGNORE

di W.R. Thomas

Chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore
(1 Corinzi 11:17-34)

Testi biblici da studiare:
Matteo 24:26-28; Marco 14:22-24; Luca 19:20; 1 Corinzi 11:17-34

Anche la “Didachè” descrive la consacrazione del Pane e del Calice, la distribuzione degli elementi ai soli battezzati, proibendo il dare “del santo ai cani” (Cap. IX, 5). In questo nostro studio considereremo soltanto le parole dell’Apostolo Paolo trovate nella sua prima epistola ai Corinzi. Con gli altri mezzi di grazia (la fede, la preghiera, la bibbia, l’immersione, il ministerio, i carismi), la SANTA CENA occupa il quinto posto, ossia quello che segue il Battesimo per immersione.

L’ordine sperimentale di questi mezzi di Grazia sarebbe il seguente:

  1. La Bibbia – mezzo fondamentale
  2. La Fede – viene dalla Parola di Dio
  3. La Preghiera – espressione della Fede
  4. L’Immersione – confessione pubblica della Fede
  5. La Santa Cena – nutrimento della Fede
  6. Il Ministerio – conoscenza della Fede
  7. I Carismi – conferma e corona della Fede

Chi sono quelli che possono accostarsi alla Cena del Signore? Questa è una domanda veramente importante! Chi possono venire? Non tutti certamente! per esempio:

  • I non salvati – questi non possono accostarsi alla Santa Cena
  • I fanciulli – è solo per gli adulti
  • I non battezzati – quelli che non sono stati ancora immersi
  • Gli sviati, i viziati, gli infedeli fratelli – essi sono tutti esclusi!

Questi ultimi debbono ravvedersi, confessare il proprio peccato, ritornare al Signore, promettere cambiamento di vita e di condotta, e poi “mangiare del Pane e bere il Calice”. Consideriamo le parole dell’Apostolo Paolo.

1. L’ESEMPIO DELLA CHIESA

La Chiesa dei Corinzi, in una città corrotta e immorale! Ecco una Chiesa Apostolica: salvata, battezzata, suggellata, formata, arricchita con doni. Ma come era questa Chiesa? Che carattere aveva? Qual era il suo stato spirituale? Pessimo, a dire il vero! Questa Chiesa era:

  1. Lacerata dalle divisioni (1:11-13; 11:18) – “ci son fra voi delle divisioni…”
  2. Gonfiata dall’orgoglio (8:1-3) – “la conoscenza gonfia…”
  3. Abbruttita dall’egoismo (11:21,22) – “l’uno ha fame…”
  4. Assopita dall’intemperanza (11:21) – “l’altro è ubriaco…”
  5. Macchiata dall’immoralità (5:1) – “v’è fra voi fornicazione…”
  6. Tarlata dall’irriverenza (11:17) – “io non vi lodo…”
  7. Paralizzata dall’indifferenza – Nulla si può fare

Ecco il cattivo carattere e condotta di questa Chiesa! Aveva molto, ma mancava l’essenziale.

  • aveva Conoscenza, ma non Amore
  • aveva i Doni dello Spirito, ma non il Frutto
  • aveva la Salvezza, ma non la Santificazione

2. GLI ELEMENTI DELLA SUA CONDANNA

Tale condotta viene condannata dall’Apostolo, da Dio e persino dal mondo. Notate le due parole: “colpa” e “castigo” ossia “indegnamente” e “giudizio”.

La colpa“Chi mangia e beve indegnamente…”. C’è un modo “degno” e un modo “indegno” nel partecipare alla Santa Cena. Qui, la referenza è all’ATTO e non alla PERSONA. Personalmente siamo tutti “indegni”; ma per l’obbedienza possiamo partecipare “degnamente”. Siamo tutti “peccatori”, ma peccatori “penitenti”. Questa “indegnità” consiste nel “non discernere il Corpo del Signore”. Qualunque cosa che ci impedisce di riconoscere negli elementi il “Corpo” e il “Sangue” di Cristo, ci rende indegni di parteciparvi. Sono più che “elementi”, sono “simboli”. Quando prendiamo il “Pane” dobbiamo riflettere sul “CORPO” di Cristo crocifisso per noi! Quando prendiamo il “Calice” del vino dobbiamo riflettere sul “SANGUE” di Cristo sparso per noi.

  1. Dobbiamo ricordare la PERSONA di Cristo
  2. Dobbiamo annunziare la PASSIONE di Cristo
  3. Dobbiamo anticipare la PARUSIA di Cristo
  4. Dobbiamo assimilare la PUREZZA di Cristo
  5. Dobbiamo ammirare la PERFEZIONE di Cristo
  6. Dobbiamo abbeverare la POTENZA di Cristo
  7. Dobbiamo adorare la PREMINENZA di Cristo

Ma purtroppo, i Cristiani di Corinzi non facevano questo: venivano alla Tavola del Signore con leggerezza, spensieratezza, ignoranza, mondanità, vizio, rancori, orgoglio: sette demònî infernali!

Il castigo – (11:28-30). Questo è veramente solenne! Ma non dobbiamo spaventarci. Il “castigo” o “disciplina” del Signore è per il nostro bene. Notate la gradazione del castigo: INFERMI – MALATI – MORTI. Tre progressive fasi di esso.

  1. La forma iniziale della disciplina: “infermità” o debolezza – Mali generali e leggeri.

  2. La forma infernale del castigo: “malattia” vera e propria, come nel caso di Giobbe e Paolo. “Un angelo di Satana”. ORGOGLIO!

  3. La forma letale o finale: “che porta alla morte”. La possibilità di morire prima del tempo, come Anania e Saffira. Anche per noi!

La CAUSA è sempre il PECCATO. Il CASTIGATORE è sempre DIO (Ebrei 12:6). Lo SCOPO del castigamento è sempre BUONO, per la nostra salvezza e santificazione.

3. L’ESAME DI COSCIENZA

Ecco il RIMEDIO! “Or provi l’uomo se stesso… se esaminassimo noi stessi non saremo giudicati. Ora, essendo giudicati, siamo dal Signore corretti, acciocché non siamo condannati col mondo” (11:28,31,32). Il credente è giudicato tre volte:

  • come PECCATORE – sulla Croce!
  • come SERVITORE – al Tribunale di Cristo!
  • come FIGLIUOLO – alla Tavola del Signore!

Là, noi dobbiamo “giudicare” noi stessi, senza pietà e compromessi. Esaminare vuol dire “provare”, mettere alla prova; “investigare”, come sottoporre un metallo alla prova d’acido. Dobbiamo esaminare noi stessi alla luce della

  • propria coscienza,
  • della Parola di Dio,
  • dello Spirito Santo in noi.

Non ci troveremo “perfetti”; vi sarà sempre qualcosa da confessare ed eliminare, ma esaminiamo noi stessi; solo facendo in questo modo

  • non saremo condannati con il mondo,
  • non saremo castigati da Dio,
  • non saremo privati del beneficio del Sacramento.

Per concludere: “SE NELLA SANTA CENA MANGI IL PANE E BEVI IL CALICE INDEGNAMENTE, NON SOTTOVALUTARE IL CASTIGO DEL SIGNORE”

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