Ascensione gloriosa di Gesù

Ascensione gloriosa di Gesù Cristo

L’ascensione gloriosa di Gesù Cristo
nell’esperienza del credente

di I. Howells

“Poi li condusse fuori fino presso Betania; e levate in alto le mani, li benedisse. E avvenne che mentre li benediceva, si dipartì da loro e fu portato in cielo. Ed essi, adoratolo, tornarono a Gerusalemme con grande allegrezza”…
Luca 24:50-52

Il significato dell’ascensione di Gesù nell’esperienza del credente è nascosto nelle parole di Luca quando scrive: “Poi li condusse fuori…” (Luca 24:50). Li condusse fuori geograficamente fino a Betania, ma nello stesso tempo Gesù conduceva fuori i Suoi seguaci  spiritualmente, li conduceva fuori dalle loro concezioni limitate dando loro un nuovo orizzonte ed introducendoli in un’esperienza più ampia e più larga. Da un proponimento NAZIONALE Gesù li condusse fuori verso il Suo proponimento INTERNAZIONALE, non inviandoli più soltanto “alle pecore perdute della casa d’Israele” ma ora a “tutti i popoli”, “tutto il mondo”, “ogni creatura”.

Inoltre, Gesù li condusse fuori da una visione LOCALE ad una visione UNIVERSALE “fino all’estremità della terra”. Ed ancora, nella Sua ascensione Gesù condusse i Suoi discepoli fuori da una comunione SPORADICA ad una comunione PERMANENTE, cioè, dopo la Sua resurrezione Gesù compariva ai Suoi ad intervalli, ora qui ed ora là, ma con la Sua ascensione poteva dire: “ed ecco Io sarò con voi TUTTI i giorni”. Il valore spirituale dell’ascensione non era nella sua lontananza fisica,  ma nella sua vicinanza spirituale. Certo, l’ascensione ha un alto significato per il credente ed anche per Cristo.

Spiritualmente l’ascensione si trova tra gli Evangeli e le Epistole, è l’avvenimento che forma il nesso tra la morte espiatoria di Cristo e la Sua intercessione celeste. Scritturalmente, la scena dell’ascensione è descritta in tre degli Evangeli (Matteo, Marco, Luca) ed il tema di essa è sviluppato principalmente in tre delle Epistole (Efesini, Filippesi, Ebrei), e tra questi libri c’è una relazione ed una conferma.

  • Efesini è la conferma dottrinale di Matteo 28:16-20
    Matteo non descrive l’atto dell’ascensione di Gesù, ma riferisce le parole del Signore prima che ciò accadesse. Da queste parole noi notiamo una commissione “didattica”, cioè, rivolta all’insegnamento: “andate dunque, ammaestrate tutti i popoli… insegnando loro…”. Questa commissione didattica è confermata nell’epistola agli Efesini dove Paolo dice che il frutto dell’ascensione di Gesù è nei ministeri che Egli ha dato alla Chiesa “per il perfezionamento dei santi” (Efesini 4:8-13).

  • Filippesi è la conferma dottrinale di Marco 16:15-20
    Marco ci parla di una commissione “evangelistica”, predicando l’Evangelo ad ogni creatura, confermandola con segni e prodigi e dimostrando un dominio sopra io male. Ma come possono i credenti dimostrare un simile dominio? La conferma è nell’epistola ai Filippesi dove, nella Sua ascensione, Cristo è esaltato sovranamente e conseguentemente possiede ogni autorità, autorità che è comunicata a coloro che ubbidiscono alla sua commissione.

  • Ebrei è la conferma dottrinale di Luca 24:49-53
    In Luca c’è la “benedizione sacerdotale”. “Li benedisse”, e questo è il tema centrale dell’epistola agli Ebrei, il Sommo Sacerdozio di Cristo. Così nelle epistole vi è la conferma di ciò che è scritto nei Sinottici, la spiegazione delle ultime parole ed azioni di Gesù.

Considerando l’importanza dell’Ascensione in relazione a Gesù, possiamo notare in questo sublime avvenimento:

1.  LA SUA MISSIONE DIVINA ERA COMPLETATA

Gesù appena risorto dalla morte disse a Maria: “Io salgo al Padre Mio” (Giov. 20:17). Ma se fosse salito al cielo in quel momento, avrebbe lasciato moltissimi dubbi intorno alla resurrezione e quell’incontro tra Maria e Gesù sarebbe stato considerato frutto di immaginazione di una mente sconvolta dal dolore e dall’angoscia. Ma no. Per quaranta giorni “Iddio ha fatto sì ch’Egli si manifestasse… ai testimoni ch’erano prima stati scelti da Dio…” (Atti 10:40-41) e dopo ci fu l’ascensione.

Non fu un avvenimento segreto, ma testimoniato da molti che furono privilegiati di vedere sul monte il completamento vittorioso della  missione redentrice di Gesù. Non vi era più da fare sulla terra, la redenzione era stata effettuata, la resurrezione era stata testimoniata, il corpo glorioso era stato dimostrato, la commissione ai Suoi seguaci era stata data, ed ora Cristo poteva lasciare la scena della Sua missione terrena e salire al Padre Suo.

Fra le altre parole che descrivono questo completamento glorioso, Luca nel primo capitolo degli Atti ne parla come:

  • UNA PARTENZA“Se ne andava” (v. 10); “Si dipartì da loro” (Luca 24:51).
    Questo era in completo contrasto alla partenza di Gesù dopo la Sua resurrezione quando usualmente “Egli sparì dinanzi a loro” perchè ora i discepoli “avevano gli occhi fissi in cielo mentre Egli se ne andava”. Non furono lasciati nel dubbio ma, con adorazione, contemplarono la partenza del Redentore. Ricordate Luca 19:12-27 dove l’Evangelista  dice che fu…

  • UN’ASSUNZIONE“Fu assunto in cielo” (vv. 2, 11); “Fu portato su nel cielo” (Luca 24:51).
    Dal lato umano fu una partenza, ma dal lato celeste fu un’assunzione. Parole umane non possono descrivere la scena sorprendente che ebbe luogo in cielo quando il Re di Gloria vi ritornò dopo il Suo trionfo assoluto sulla terra. E probabilmente fu per questo motivo che sull’avvenimento la rivelazione biblica non ci ha detto nulla. Ma la descrizione più adatta e corretta è proprio quella di…

  • UN’ASCENSIONE “Fu elevato” (v. 9).
    Gesù non ritornò al cielo con un carro di fuoco ed un turbine come Elia (2 Re 2:11): Egli non aveva bisogno di queste cose, ma come Figliuolo di Dio salì alla presenza del Padre in virtù della Sua propria natura senza l’aiuto di nient’altro. Era un’ascensione, e con questa la Sua missione terrena era completata, ma anche…

2.  LA SUA INCARNAZIONE MIRACOLOSA ERA CORONATA

In un passo stupendo, l’Apostolo Paolo rivela la grandezza del ciclo seguito da Cristo per la nostra redenzione (Filipp. 2:6-10), dicendo che con la Sua ascensione Egli fu incoronato con una nuova posizione di gloria. Si possono distinguere tre fasi nella gloria di Cristo:

  • UNA GLORIA PRE-ESISTENTE
    Questa era la gloria del Figliuolo di Dio prima dell’incarnazione, la gloria che aveva avanti che il mondo fosse (Giov. 17:5). Fu essenzialmente Sua come l’Unigenito nel seno del Padre, la gloria che nessun uomo poteva vedere e vivere.

  • UNA GLORIA INCARNATA
    La gloria, come Figliuolo di Dio sulla terra, contemplata da Giovanni  e gli altri seguaci (Giov. 1:14). Era la manifestazione mediante un corpo umano, delle perfezioni della Sua natura Divina.

  • UNA GLORIA ESALTATA
    La gloria come Figliuolo di Dio dopo la resurrezione ed ascensione (luca 24:26; 1 Pietro 1:21). Questa era una gloria diversa dalle altre, perchè con la Sua ascensione non vi fu soltanto una restaurazione della Sua gloria pre-esistente, ma fu manifestata in cielo una nuova gloria, la gloria d’una natura umana esaltata. Gesù non lasciò la Sua umanità in terra, ma la portò con Lui e la esaltò al Suo trono ed ora c’è un Uomo nella gloria!

In questo modo l’ascensione divenne l’incoronamento della Sua incarnazione. Cristo venne in terra solo, ma non ritornò solo; Egli ritornò come rappresentante di coloro che hanno la redenzione dell’anima e che aspettano la redenzione, trasformazione e glorificazione del corpo (Romani 8:23). Inoltre, Cristo ritornò per essere il Capo del Suo Corpo Mistico, la Chiesa, e mentre le membra di questo corpo sono fisicamente in terra, spiritualmente sono già seduti con Cristo nei luoghi celesti (Efes. 2:6), esaltati ed uniti a Lui, godendo il frutto del Suo immisurabile trionfo. Ma ancora, nell’ascensione…

3.  LA SUA INTERCESSIONE CELESTE ERA COMINCIATA

Aver le mani levate (Luca 24:50) era l’espressione di una benedizione sacerdotale, come fece Aaronne (Levitico 9:22), e proprio in questo momento di benedizione, Cristo fu portato in cielo. Questo è significativo perchè Egli mantiene ancora la medesima attitudine di benedizione. Salì in cielo per essere il nostro Intercessore.

Sulla Croce Cristo era Sacrificio e Sacerdote perchè offrì se stesso (Ebrei 9:14), un sacrificio fatto una volta per sempre; ma con la Sua ascensione, Cristo iniziò un nuovo aspetto del Suo ministerio Sacerdotale: non più offrendosi ma, sulla base della virtù del Suo sacrificio, Egli è nostro Mediatore, Avvocato e Paracleto (1 Giov. 1:2). Il nostro Sommo Sacerdote, mediante la Sua ascensione, compare ora al cospetto di Dio per noi (Ebrei 9:24) ed è così che questo ministerio dell’ascensione è celeste in carattere ed è superiore al Sacerdozio del Vecchio Patto.

  • SUPERIORE perchè Egli “è posto a sedere” (Ebrei 8:1)
    Durante il Suo ministerio terreno, Gesù si è presentato sempre in piedi (tranne in due occasioni), ma dopo la Sua resurrezione ed ascensione (con una sola eccezione) Egli sta sempre seduto, evidenziando che il Suo ministerio di redenzione era già stato completato.

  • SUPERIORE perchè Egli “dimora in eterno” (Ebrei 7:24)
    Aaronne fu il tipo dell’OPERA di Cristo, ma Melchisedec è il tipo della PERSONA del nostro Intercessore “senza principio di giorni nè fin di vita… rimane Sacerdote in perpetuo” (Ebrei 7:3). Il Sacerdozio assunto da Cristo nella Sua ascensione non sarà mai trasmesso ad altro.

  • SUPERIORE perchè Egli “può salvare appieno” (Ebrei 7:25)
    L’asceso Signore era il Figliuol dell’uomo e quindi conosceva l’uomo; ma era anche il Figliuolo di Dio e quindi poteva vivere ambedue i momenti insieme quale Mediatore Perfetto (Ebrei 8:6; 1 Tim. 2:5). Ma avendoli portati insieme, poteva intercedere per l’uomo ed in questo Egli era anche l’Avvocato Perfetto. Rientrando in cielo, Cristo era il Mediatore del nuovo patto e col Suo Sangue, che parlava meglio di quello di Abele (Ebrei 12:24), intercede per noi non soltanto con le Sue parole ma con ciò che Egli è.

Tentato, però senza peccare, provato, disprezzato, umiliato, Cristo nonostante tutto lasciò questa terra in trionfo per cominciare il Suo ministerio celeste d’intercessione per noi. Inoltre, nell’ascensione

4.  LA SUA POTENZA DINAMICA ERA COMUNICATA

L’ultima direttiva di Gesù ai Suoi discepoli era “di non dipartirsi da Gerusalemme ma di aspettarvi il compimento della promessa del Padre… voi sarete battezzati con lo Spirito Santo tra non molti giorni” (Atti 1:4-5). L’ascesa di Cristo era legata con la discesa dello Spirito. Cristo aveva già detto: “se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore” (Giov. 16:7). Anche l’Apostolo Giovanni disse: “Lo Spirito non era ancora dato, perchè Gesù non era ancora glorificato” (Giov. 7:39). Quindi l’ascensione di Gesù aprì la porta, mediante la quale Egli poteva adempiere la Sua promessa e mandare lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo era stato dato A CRISTO dal Padre Suo (Atti 2:33). Lo Spirito Santo era dato DA CRISTO alla Sua Chiesa, come disse il Battista: “Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo” (Marco 1:8). Il Battesimo con lo Spirito Santo è il dono del Suo incoronamento che Gesù ha dato alla Sua Chiesa. L’evidenza che il Re è sul Suo trono, è la Sua potenza comunicata al Suo popolo. L’evidenza che il nostro Sommo Sacerdote è entrato nel Tabernacolo non fatto con mano, è il parlare in altre lingue (Atti 2:4). L’evidenza che il nostro Sommo Profeta è alla destra del Padre, è il fatto che Egli ci  parla ancora in questi giorni mediante le operazioni dello Spirito Santo nella Chiesa.

Per Pietro e gli altri Apostoli, la prova indiscutibile dell’ascensione ed esaltazione di Gesù era la manifestazione soprannaturale del giorno della Pentecoste. “Egli, dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio… ha sparso quello che ora vedete e udite…” (Atti 2:32-36). La Chiesa potenziata è la dimostrazione in terra di Cristo esaltato in cielo. Non solo lo Spirito Santo era comunicato mediante l’ascensione di Gesù ma anche…

5.  LA SUA CHIESA GLORIOSA ERA COSTITUITA

Con questo pensiero vi è rivelata la vetta dell’importanza dell’ascensione, perchè Colui che disse “Io edificherò la mia Chiesa” ritornò al cielo per adempiere la promessa durante questa dispensazione, e la Scrittura ci rivela che

  • Il punto culminante della Sua esaltazione è la Signoria sopra la Chiesa
    Descrivendo i vari passi relativi all’ascensione ed esaltazione di Cristo, Paolo dice che l’ultimo passo, la cima, era: “e l’ha dato per Capo supremo alla Chiesa” (Efes. 1:22). Avendo acquistato la Chiesa con il Suo proprio Sangue (Atti 20:28), il Padre Lo ha costituito Capo, mettendo ogni cosa sotto i Suoi piedi e manifestando una Signoria completa ed assoluta. Tale visione dell’assoluta supremazia di Cristo dovrebbe riempire gli occhi spirituali di tutti i credenti perchè produce la grande allegrezza sperimentata dai discepoli dopo che Cristo fu accolto dalla nuvola.

  • L’espressione della Sua esaltazione è nei Ministri dati alla Chiesa
    “Salito al di sopra di tutti i cieli, (Cristo) ha dato gli uni come Apostoli… Profeti… Evangelisti… Pastori e Dottori” (Efes. 4:10-11). Come lo Spirito Santo è il Dono dell’ascensione per costituire la Chiesa, così questi doni dell’ascensione sono per l’edificazione della Chiesa. Negare l’esistenza di questi Ministeri significa rifiutare i doni dell’esaltazione di Cristo e rubare a noi stessi la presente manifestazione della Signoria di Cristo, perchè è mediante questi Ministeri (non scelti da sè ma chiamati, costituiti e commissionati da Dio) che il Governo Teocratico è dimostrato nella Chiesa. È per questo motivo che l’asceso Signore ha dato questi doni alla Chiesa affinchè la perfezione, che è in Se stesso come Capo, sia distribuita tra tutti coloro che sono stati chiamati e che la Sua esaltazione sia dimostrata praticamente nella Chiesa finch’Egli ritorni.

  • La certezza della Sua esaltazione è nei membri della Chiesa
    La presenza di Cristo, limitata e localizzata durante l’incarnazione, ora riempie tutti i membri della Chiesa e questo è la prova della Sua esaltazione. Dal Suo trono Egli dimora in noi mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato ed in questo modo è stato adempiuta la promessa: “Ed ecco, Io sarò con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20). Esaltato sopra le limitazioni del corpo umano, Cristo riempie ogni cosa con la Sua santa presenza; l’ascensione non Lo ha portato più lontano da noi ma, anzi, Lo ha portato più vicino che mai, perchè Egli è con noi, per noi ed in noi! Riempiendo ogni membro, la Chiesa è formata ed edificata dall’altezza della Sua esaltazione e per questa ragione noi diciamo che Cristo è salito in alto per costituire la Chiesa.

Mentre i nostri occhi sono verso il cielo in contemplazione ed adorazione per le meraviglie dell’ascensione, non dimentichiamo il messaggio degli Angeli: “Questo Gesù… verrà nella medesima maniera che l’avete veduto andare in cielo” (Atti 1:11). Asceso per prepararci un luogo, Egli scenderà ancora per rapirci affinchè, come disse Gesù, “dove sono Io siate anche voi” (Giov. 14:1-3).

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