Angelo custode nel cattolicesimo

Angelo custode

L’angelo nella tradizione cristiana cattolica romana

L’ANGELO CUSTODE
è un essere superiore al fianco dell’uomo?

di SevAng

1. La dottrina popolare dell’angelo custode

Prima ancora di stabilire se esiste o no la figura dell’angelo custode e in che modo opera nella vita terrena di un individuo, occorre approfondire il perché quest’idea sia pervasa nella credenza popolare e continua ancora oggi nel cristianesimo.

Un principio filosofico ci dichiara che “nella creazione ogni cosa inferiore sta sotto una cosa superiore a essa”. Tommaso d’Aquino era talmente convinto di questa tesi fino al punto di sostenere che ogni nazione, e non soltanto un singolo essere umano, fosse sotto l’affidamento di un angelo specifico.

La tradizione cristiana cattolica romana riconosce che tutti gli uomini, fin dalla nascita, hanno un personale angelo che li custodisce e li accompagna durante la loro vita fino alla fine. Ammette, tra l’altro, che l’angelica custodia non è un privilegio esclusivo del rigenerato in Cristo ma un evento riservato a ogni nuova nascita, essendo questa una naturale creatura di Dio. Inoltre, la Chiesa Cattolica, finora, non ha mai preso una posizione ufficiale se un singolo angelo custode è riservato a una singola persona o se può svolgere contemporaneamente una protezione collettiva fra più individui.

“Se vogliamo stare nella verità”, sostiene il teologo cattolico George D. Smith nell’illustrare la natura della tutela angelica, “è molto più vero dire che l’essere inferiore [l’uomo] entra nella sfera di attività di un particolare spirito [angelo custode], così come un pianeta è preso nell’orbita di una particolare stella”. E a un’ipotetica ed eventuale obiezione del perché allora l’uomo operi malvagiamente e altri ancora agiscano in modo così criminale, il già citato Tommaso ci rammenta “che gli uomini più pervertiti sono trattenuti da mali maggiori dai loro celesti custodi, e che il male commesso da un uomo è almeno in parte tenuto in scacco da quegli spiriti di santità perché non rechi troppo danno agli altri” [S. Th. 1, q. 112, art. 4, 3].

Su quest’ultima affermazione avremo modo di ritornarci ma è evidente che essa non potrà trovare una ragionevole accettazione perché sa un po’ di assurdo.

A parte tutta una gran quantità di scritti apocrifi, scaturiti nel tempo e nei vari millenni dal pensiero popolare e al quale non faremo qui alcun riferimento, in nessun brano della Sacra Scrittura troviamo una conferma o anche un minimo accenno all’esistenza dell’angelo custode così come concepito e affermato dalla Chiesa Cattolica Romana nella sua dottrina.

2. Uno sguardo all’insegnamento biblico

Come vedremo, niente e nessuno ci può dimostrare che ogni essere umano abbia il suo fedele angelo custode al proprio fianco. Nessuna base biblica, nessun accenno da parte di Gesù durante la sua missione terrena e nessuna dottrina a riguardo insegnataci dagli apostoli. Solo una tradizione popolare. Dunque, non posso basarmi su di essa per formulare una sana e veritiera dottrina.

Vero è che abbiamo un passo in Matteo 18:10 che ci parla di angeli dei piccoli ma è altrettanto vero che non ci viene detto che OGNI piccolo bambino abbia accanto il suo angelo custode. I fanciulli dei quali fa riferimento l’Evangelo sono innanzitutto “questi piccoli che credono in Me (in Gesù)” e non TUTTI i piccoli. Poi, gli angeli non stanno al fianco di questi sulla terra ma “nei cieli” da dove intervengono per soccorrerli al momento giusto, come del resto fanno anche con tutti gli adulti credenti e riscattati dal Sangue prezioso di Gesù Cristo.

Un esempio di come un angelo del Signore possa venirci in soccorso lo troviamo bellamente illustrato in Atti 12 quando il re Erode fece arrestare Pietro e, dopo averlo fatto legare con due catene, mise delle guardie davanti alla porta della prigione. Ma in seguito alle fervide preghiere fatte dalla chiesa a Dio in sostegno dell’apostolo, un angelo mandato dal Signore sopraggiunse in aiuto di costui, lo liberò dalle catene e lo portò lontano dai soldati.

Un’attenta analisi di questo episodio ci fa capire:

a. che Pietro non aveva accanto a sé nessun angelo custode, perché sarebbe stato altrimenti inutile farne intervenire un altro: “Ed ecco un angelo del Signore sopraggiunse”
(v. 7);

b. che gli angeli non custodiscono proprio nessuno ma operano su precisi ordini divini:
“… raccontò loro in qual modo il Signore l’aveva tratto fuor dalla prigione”
(v. 17);

c. che l’angelo fu inviato da Dio dopo che “fervide preghiere eran fatte dalla Chiesa a Dio per lui” (v. 5);

d. che gli angeli intervengono soltanto nella parte FISICA del soccorso divino verso l’uomo: “E le catene gli caddero dalle mani” (v. 7).

Ogni aiuto o consiglio SPIRITUALE, per l’uomo spirituale, è esclusivamente riservato alla terza Persona della SS. Trinità, lo Spirito Santo. Ad esempio: “E lo Spirito [non il suo angelo custode] disse a Filippo: Accostati e raggiungi codesto carro” (Atti 8:29); “E lo Spirito [non l’angelo personale] mi disse che andassi con loro” (Atti 11:12); “avendo lo Spirito Santo [non un angelo custode] vietato loro d’annunziare la Parola in Asia” (Atti 16:6) e così via.

Ritornando al pensiero di S. Tommaso quando afferma che “gli uomini più pervertiti sono trattenuti da mali maggiori dai loro celesti custodi”, sarebbe opportuno ricordarci che questi uomini pervertiti hanno veramente un proprio angelo custode che li spinge a commettere simili orrori; angelo custode sì, ma angelo di Satana e se non possono andare oltre un certo limite di malvagità è perché è a loro proibito in quest’attuale dispensazione di Grazia. Ma durante la Grande Tribolazione, dopo il rapimento della Chiesa, ogni crudeltà avrà la sua pienezza e non sarà più trattenuta.

Vi è un altro passo, nell’Antico Testamento, che è visto come una dimostrazione dell’esistenza di angeli custodi o protettori. Iddio promette a Israele che lo guiderebbe e lo benedirebbe: “Ecco, Io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via, e per introdurti nel luogo che ho preparato. Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch’egli non perdonerà le vostre trasgressioni; poiché il mio nome è in lui” (Esodo 23:20-21).

Anche questo episodio non ci descrive un angelo custode con caratteristiche simili a quelle sostenute nella dottrina della Chiesa Cattolica Romana. Sicuramente il suo intervento è però un aiuto materiale diretto al popolo di Dio e se vogliamo spingerci in un più minuzioso esame, possiamo allora fare un raffronto fra Israele e la Chiesa, fra l’angelo in questione e Cristo:

a.per Israele e relativo all’angelo: “Ecco, Io mando un angelo davanti a te per proteggerti per via, e per introdurti nel luogo che ho preparato” (v. 20);
per la Chiesa e relativo a Cristo: “Io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò, e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi” (Giov. 14:2-3);

b.per Israele e relativo all’angelo: “Sii guardingo in sua presenza, e ubbidisci alla sua voce; non ti ribellare a lui, perch’egli non perdonerà le vostre trasgressioni” (v. 21);
per la Chiesa e relativo a Cristo: La Chiesa è ubbidiente a Gesù, ascolta sempre la Sua voce e, seguendo le Sue orme, vive del continuo in santità davanti alla Sua presenza e signoria;

c.per Israele e relativo all’angelo: “poiché il mio nome è in lui” (v. 21);
per la Chiesa e relativo a Cristo: “… la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che interpretato vuol dire: Iddio con noi” (Matt. 1:23);

Anche in questo caso che necessità c’era di mandare il Signore un angelo a proteggere Israele, se essi lo avevano già?

3. Conclusione

Essenzialmente un angelo è colui che reca un messaggio, ossia un messaggero, ma a volte può svolgere il compito di inviato di Dio con una sua ben precisa missione da compiere, possa anche essere quella di proteggere qualcuno.

Quanti credenti, quanti redenti in Cristo hanno beneficiato (sempre a loro insaputa) del prezioso soccorso MATERIALE portato dagli angeli! Chissà quante volte un angelo ha fatto sì che, negli attimi prima di un pericolo, avvenisse un improvviso e imprevisto evento per salvarmi! Ma questo non significa che ogni uomo, tutti gli uomini, buoni e cattivi, hanno un angelo custode personale.

La convinzione di avere accanto un angelo custode forse può anche essere considerata una sciocchezza di poco conto, ma di sicuro sminuiremo il ruolo centrale che Gesù ha nella nostra vita.
Ed infine: l’angelo custode non ha nessuna base biblica! Non basta?

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1 Commento su Angelo custode nel cattolicesimo

  1. L’esistenza degli angeli custodi è una verità di fede fondata biblicamente. L’ordine degli angeli custodi è quello in assoluto più vicino all’uomo: lo accompagnano dalla nascita alla morte, giorno dopo giorno. Questi sono anche responsabili del presentare le offerte, i sacrifici e le preghiere dei loro assistiti presso il trono di YHWH, IL SIGNORE (Ap 8,3-4 CEI). La Sacra Scrittura afferma l’esistenza dell’angelo custode: Ricordiamo il viaggio del giovane Tobia, accompagnato da Raffaele, l’angelo di YHWH: “Un buon angelo infatti lo accompagnerà, riuscirà bene il suo viaggio e tornerà sano e salvo” (Tb 5,22 CEI). Anche Elia, il profeta di YHWH, aveva un angelo che lo assisteva e “gli preparava ogni giorno una focaccia, perché gli desse il sostegno necessario durante il suo cammino verso l’Oreb, il monte del Signore” (1 Re 19,5-8 CEI). Molto significative sono le parole di Gesù: “Guardatevi dal disprezzare uno di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli, nel cielo, vedono la faccia del Padre mio che è nei cieli” (Mt 18,10 CEI). Nella lettera agli Ebrei, gli angeli sono indicati come coloro che sono “inviati per servire quelli che devono ereditare la salvezza” (Eb 1,14 CEI). Nella storia della salvezza YHWH affida ai Suoi angeli l’incarico di proteggere il Suo popolo eletto, Israele: “Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi” (Sal 90,11 CEI), di condurlo verso la terra promessa: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, ascolta la sua voce e non ribellarti a lui” (Es 23,20-21 CEI). Negli Atti degli Apostoli vediamo Pietro, che era in carcere, venir liberato dal suo angelo custode (At 12,7-11. 15 CEI). Anche nel libro di Giobbe si legge dell’angelo custode: “Ma se vi è un angelo presso di lui, un protettore solo fra mille, per mostrare all’uomo il suo dovere, abbia pietà di lui e dica: Scampalo dallo scender nella fossa, ho trovato il riscatto” (Gb 32,23-24 CEI). Perciò l’esistenza degli angeli custodi è una verità di fede fondata biblicamente. Questi inoltre, fanno da mediatori tra Dio e gli uomini. Infatti Giacobbe vide in sogno “una scala popolata di angeli che salivano e scendevano dal cielo alla terra” (Gn 28,12 CEI). Nel Vangelo di S. Luca si legge della mediazione di Gabriele tra Dio e Zaccaria (Lc 1,8-19 CEI). E sempre lo stesso Gabriele fu mediatore tra Dio e Maria (Lc 1,26-38 CEI). Ancora nel Vangelo di S. Luca si legge della mediazione dell’angelo tra Dio e i pastori (Lc 2,8-18 CEI). E nel libro della Rivelazione si legge: “Poi venne un altro angelo e si fermò all’altare, reggendo un incensiere d’oro. Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull’altare d’oro, posto davanti al trono. E dalla mano dell’angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio, insieme con le preghiere dei santi” (Ap 8,3-4 CEI). Naturalmente la loro è una mediazione secondaria e subordinata a quella unica e perfetta di Cristo, che è il mediatore per eccellenza. Infine, il nostro angelo custode è sempre pronto a correre in aiuto alle nostre debolezze, a confortarci nella lotta contro le tentazioni, i dubbi, le paure. Questo non da sé stessi, ma per volere del Signore che ha voluto mettere al nostro fianco un leale e fedele compagno, perché ci consigli durante il nostro cammino, proprio come Raffaele – per volere del Signore – fece con Tobia.

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