Messaggio del Pastore W.R.Thomas
(Presidente della Chiesa Apostolica Internazionale)
a tutte le Comunità dislocate nel mondo
- dicembre 1964 -
Cari ed amati fratelli,
accogliete i miei auguri apostolici e l'assicurazione delle mie preghiere per voi per il 1965. La voce del benedetto Consolatore tramite i santi profeti di Dio ci invita a ritornare ai "sentieri antichi". Questa è stata la nota predominante dei messaggi profetici ricevuti nel corso delle riunioni tenute nell'Irlanda del Nord. I "sentieri nuovi" significano spesso non solo perdita di orientamento direzionale, ma anche perdita di identità; e se noi perdiamo di vista i nostri "sentieri antichi" cessiamo di essere un movimento soprannaturale e diveniamo un movimento morto del passato. La Chiesa Apostolica non è una statua di marmo, ma un Corpo vivente. Riprendiamo, allora, il nostro senso apostolico di direzione e di identità distintiva nel proponimento di Dio.
La Voce della Profezia descrive la Chiesa come ad un bivio, e la invita caldamente a ritornare ai "sentieri antichi" e pronunziando una maledizione sul modernismo e sul suo carattere anti-soprannaturale. Noi abbiamo perduto il nostro "primo amore", e per questa cagione siamo caduti; ma la perdita del "primo amore" non è la perdita di TUTTO l'amore. Possiamo, perciò, "ricordare", "ravvederci" e "fare le primiere opere" (Apoc. 2:1-7); siamo esortati a "fermarci", a "riguardare" ed a ricercare i "sentieri antichi". I "sentieri antichi" sono i migliori ed i più sicuri: sentieri di redenzione per la potenza del Sangue; di separazione dal mondo; di potenza dello Spirito Santo; di santificazione; di evangelismo personale; di preghiera privata; di dottrina apostolica.
A queste manifestazioni profetiche noi aggiungiamo di tutto cuore un appello: facciamo un esame di coscienza mentre il 1964 sta per morire, ed iniziamo il nuovo anno con la determinazione di dedicare nuovamente noi stessi ad un cammino nei "sentieri antichi", quelli della "dottrina degli Apostoli".
Certamente un adattamento s'impone e si tratta di una necessità vitale per la Chiesa di oggi, ma sarebbe sciocco ignorare i pericoli che tale adattamento comporta. È in questi momenti che noi dobbiamo capire l'inestimabile valore delle anime che sono sotto la nostra cura, approfondire i nostri doveri propri del nostro ministerio pastorale, non dimenticando le nostre proprie necessità spirituali e le nostre personali relazioni al Cristo nostro Signore e Maestro.
Notiamo alcuni danni che l'adattamento può comportare:
ICONOCLASMA, ossia il tentativo di demolire i vecchi e cari punti di fede. L'adattamento, per quanto necessario, non deve permettere la rimozione dei "termini antichi" (Proverbi 22:28), che sono stati con tanto amore e tanta sapienza fissati dai nostri padri spirituali. Non dobbiamo rimanere ossessionati dallo spirito dell'epoca che vorrebbe la soppressione delle vecchie dottrine (cioè la nostra confessione di fede apostolica, cioè la dottrina della Visione Apostolica), mutando in questo modo il VINO della Verità nell'ACQUA del compromesso. Un miracolo al rovescio! E ciò semplicemente perché si tratta di "vecchie dottrine". «Nuove cose per una nuova epoca» si dice da molti, come se "vecchio" significa "superato, antiquato o scaduto". Che follia! Il sole, la luna, le stelle, le colline sono vecchie, ma mai "screditati". Una nuova forma di modernismo sta cercando di smuovere i "termini antichi" ed è nostra solenne responsabilità fare in modo che ciò non avvenga, anzi che i "sentieri antichi" siano tenuti in buone condizioni e che la linea di demarcazione tra la Chiesa ed il mondo sia mantenuta ben chiara ed alla vista di tutti.
CONCESSIONE. Anche questo è uno dei danni dell'adattamento ai tempi moderni. Si tende a demolire certe verità apostoliche e principi morali per edificare una mente moderna. I vecchi schemi sono trapassati e non adattabili alla nostra epoca ed alla nostra generazione. Così ci vien detto. La necessità di riforma è urgente e palpabile. Sono d'accordo: riformiamo i nostri metodi e la nostra morale, ma non potrete mai riformare o migliorare l'Oro; e la Visione Apostolica è oro, non vile metallo come ferro, piombo o rame; ma Oro solido, Oro puro, Oro celeste. Sia ringraziato Iddio per la Visione Apostolica! Attenti che non vi sia nessuna mistura, né abbassamento di valori, né asservimento a SPIRITO ECUMENICO alcuno! La via migliore e più sicura per guardare il buon deposito è quello di portarlo sempre con sé, viverlo e cantarlo con cuore entusiasta: "santità al Signore!".
DISPERSIONE. Anche questo è un problema di oggi dal momento che cerchiamo di applicare fedelmente il messaggio apostolico alla mentalità moderna. I doveri e le occupazioni del Servitore del Signore si stanno moltiplicando fino all'impossibile. Migliaia di esigenze gli sono prospettate, migliaia di doveri assorbono il suo tempo dalla mattina presto sino all'ora tarda della sera. Le sue energie si disperdono nei mille impegni che lo attendono quotidianamente. Molti di questi sono irrilevanti per la cura delle anime ed incompatibili con i due grandi principi fondamentali del ministerio apostolico: la preghiera ed il ministerio della Parola (Atti 6:4). È un triste ma un pur evidente fatto quello che ci spinge ad intervenire presso i nostri ministri, vecchi e giovani, perché abbiano cura della loro salute spirituale e fisica; di curare i loro corpi concedendosi anche qualche riposo ricordando bene che si tratta dei templi dello Spirito Santo, sì da poter glorificare Iddio in essi e mediante essi. Quale perdita è per la comunità locale quando i Servitori di Dio trascurano le loro energie spirituali e fisiche!
Un'amministrazione eccessiva è condannabile perché per molti Servi di Dio diventa una malattia. Dopo tutto, non si tratta di quella salutare attività che incessantemente e giustamente scaturisce da una vita "ripiena di Spirito" (Efes. 5:18-21), che si esprime in un ministerio sovrabbondante e salutare all'interno della volontà di Dio. Questa ricchezza di ministerio pentecostale vale molto di più dei piani e dei programmi precedentemente fissati e stabiliti; è innanzitutto ANIMA e poi METODO. Non è una scienza di meccanismo, ma un seme vitale con potenza di sviluppo soprannaturale. I Pastori sono ministri, non organizzatori; l'organizzatore è lo Spirito Santo; Egli penserà alla forma se noi penseremo allo spirito. I nostri interessi dovrebbero essere rivolti non tanto alle discusse procedure, bensì alla potenza pentecostale ed alla dottrina apostolica. Allora tutto volgerà al meglio e l'Opera di Dio prospererà, nei nostri corpi come nelle nostre anime.
Nel concludere questa parola di esortazione, teniamo dinanzi a noi le parole del motto: "Magnificate meco l'Eterno, ed esaltiamo il suo nome tutti insieme!" (Salmo 34:3).